Flow of ideas. Illustrations. Projects & collaboration. Design made in Italy by Arch. Alberto Wolfango Amedeo D'Asaro aka Paletta

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Da non perdere – Mostra Retroattiva Futuro Milano

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Recuperare lo spirito più autentico di Milano, soffocato da utilitaristiche logiche di breve termine e allo stesso tempo permettere a giovani creativi che gravitano attorno al capoluogo di trovare la propria dimensione, senza cedere alle lusinghe di lidi più ricettivi.
E’ questo il tema che propone CHANTILLO alla città meneghina con il primo di una serie di appuntamenti, Venerdì 22 novembre, presso lo Store di Via Vigevano 13.
Non solo uno store in cui trovano posto i capi made in italy del brand e altri diversi esempi d’intrapendenza imprenditoriale, contraddistinta da creatività, coraggio verso la vita e design innovativo, ma un vero e proprio spazio dedicato all’arte ed in particolare, in questo primo appuntamento, all’identità di Milano e al suo rapporto con la generazione artistica che domani ne sarà protagonista.
Un progetto che vede coinvolti diversi architetti, milanesi o d’adozione, chiamati a raccontare la loro città attraverso luoghi dal fascino discreto e avvolgente o al contrario a testimoniare l’esistenza di spazi abbandonati a loro stessi; una sineddoche della città stessa, sconosciuta nelle sue bellezze nascoste o sprecata per la mancanza di un’idea di sistema.
Così in un gioco di rimandi emergono dal passato protagonisti forse sconosciuti ai più come Giovanni Broglio,direttore dell’ufficio tecnico dell’istituto Autonomo Case Popolari del Comune di Milano, che realizzò per la Società Umanitaria il quartiere popolare di via Solari nel 1906 indicato da Paolo Mazzoleni, il Parcheggio Bovisa segnalato da Stefano Guidarini per la mancanza di un progetto che restituisca dignità ad un luogo frequentato ma al contempo dimenticato, il Monumento a Sandro Pertini di Aldo Rossi su indicazione di Camillo Magni,la Torre Branca di Giò Ponti inaugurata nel 1933 in occasione della V Triennale di Milano scelta da Giuseppe Agata Giannoccari, la taverna Moriggi amata da Lola Ottolini in via Morigi e il fantastico chiostro delle monache Umiliate, detto di Santa Maria Maddalena al Cerchio suggerito da Pierluigi Cerri.
Testimonianze della storia milanese raccolte da CHANTILLO e che per il primo appuntamento propone la reinterpretazione fotografica di questi spazi operata da Oliviero Crippa attraverso la tecnica della fotografia stenopeica, suggestiva contaminazione temporale.
Le fotografie dialogheranno con l’installazione realizzata dai Parasite 2.0, laboratorio collettivo e aperto, basato sul libero confronto di idee nell’era della webcrazia, e con una mappa realizzata da Emanuele Romani che riassuma il lavoro di mappatura di edifici dismessi realizzato da Impossible Living e la ricerca che ha portato alla decisone di realizzare la mostra.
CHANTILLO si approprierà di quattro edifici milanesi attraverso il lancio di una collezione appositamente realizzata.

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